Il Cane di Pavlov*
-UN RACCONTO-
25-03-2010 07:20
Gentile dottore,
abbiamo ricevuto il suo curriculum e lo riteniamo molto interessante; purtroppo, allo stato, non abbiamo posizioni cui Lei potrebbe aspirare. Ci permetta di rivolgerLe il consiglio di non utilizzare/sprecare il suo background in attività di tipo commerciale, ma di rivolgersi verso qualcosa di più interessante e creativo.
Con i migliori auguri per il Suo futuro
Prima di uscire controllo la posta elettronica. Lo faccio sempre prima di uscire per due ragioni fondamentali: per abitudine e perché magari (per una pura congiuntura astrale) qualcuno ha trovato interessante il mio curriculum, mi ha fissato un colloquio, quindi uscendo saprei dove andare. Infatti se dovessi fare una classifica delle sensazioni che maggiormente mi hanno fatto compagnia in questi ultimi sei mesi, al numero uno metterei sicuramente il ‘non saper dove andare’.
Ma andiamo per ordine.
Ho trentadue anni e non ho un lavoro. Prima un lavoro l’avevo. Lavoravo per una piccola agenzia di comunicazione, che circa sei mesi fa è fallita, così ci siamo ritrovati in quattro in mezzo alla strada. Credo si dica ancora così: ‘in mezzo alla strada’. Credetemi: è molto liberatorio scriverlo, anziché dirlo. Anche se in fondo non è vero. Il fatto che mi ritrovo ‘in mezzo alla strada’ intendo. Almeno non in senso letterale. Vivo con i miei genitori. Anzi. Sono tornato a vivere con i miei genitori. Prima vivevo da solo in un piccolo appartamento in affitto.
(Mentre scrivo mi rendo conto che potrei essere più ironico. Spero che il lettore non scuota la testa con diniego o si rattristisca). Comunque, se proprio volete saperlo, non sono triste.
Ops! È arrivata un’altra mail. Anzi due. Scusate.
25-03-2010 08:10
Gentile dottore,
siamo una realtà piccola e facciamo molta fatica. Certo una buona promozione potrebbe aiutarci e Lei sembra avere dei buoni requisiti, ma non credo che sia alla nostra portata. Magari ci faccia una proposta di collaborazione quantificando i costi e poi eventualmente ci incontriamo. Per il momento La ringrazio
25-03-2010 08:10
Caro,
penso che tu stia cercando un posto di lavoro per vivere, purtroppo la nostra associazione è una piccola associazione senza dipendenti e senza stipendi ma con tanto lavoro.Non è l’ideale per chi vuole avere uno stipendio per vivere o per mantenere una famiglia.Ti auguro di trovare quello che cerchi.
Un cordiale saluto.
Quindi non sono triste. Un po’ deluso forse. Ma non in senso assoluto. Infatti mi regalo un briciolo di speranza ogni giorno, un momento prima di aprire la posta elettronica e trovare e-mail come quella che avete appena letto. Ma questo dopo. Prima, appena suona la sveglia, ecco la sensazione di smarrimento, il ‘non saper dove andare’. Credo che sia piuttosto normale, quando per circa cinque anni e mezzo ti sei svegliato e lo sapevi. Infatti questa del ‘non saper dove andare’ è la sensazione che mi avvolge il lunedì mattina, appena suona la sveglia. (In questi sei mesi ho lasciato che la sveglia trillasse allo stesso orario di quando lavoravo). E la cosa pazzesca è che mi sveglio cinque minuti prima che la sveglia suoni. (Quando lavoravo mi svegliavo cinque minuti dopo). Apro gli occhi ed ecco la sensazione di smarrimento. Osservo la parete del soffitto. Sono nella stanza di quand’ero piccolo e non ho bisogno di passarmi la mano sulla faccia per levarmi il sonno. Sono perfettamente sveglio. Mi alzo e controllo la posta. Poi vado in cucina e mi preparo la colazione. Ho espressamente vietato a mia madre di farlo. (Non so perché concedo al lettore questo genere di informazioni).
Doppio Ops! Un’altra e-mail. A questo punto devo pensare che scrivere porti fortuna.
25-03-2010 09:32
Egregio Dottore,purtroppo, da parte nostra, ci tocca fare un altro ragionamento: dopo aver notato quanto una persona ha fatto e quanto sarebbe adatta, constatare che il lavoro ci sarebbe, ma purtroppo non lo stipendio!
Siamo costretti a ricorrere quasi interamente al volontariato!
Con un cordiale saluto e un grosso augurio di buon successo
Sono molto carini non trovate. Io trovo che sono molto carini.
Comunque mi organizzo la giornata. La sensazione di smarrimento continua a grattare le pareti della scatola cranica, ma sono molto ottimista. Molto ottimista. Molto. Mi hanno detto che devo ripeterlo. Come un mantra. Molto ottimista.
In fondo non è lo smarrimento vero e proprio quello di cui ho paura. Anche perché questi non sono i diari perduti di Robinson Crusoe. La paura che è sottesa allo smarrimento, riguarda l’idea che alla fine potrei abituarmi a tutto questo. Ed è un pensiero che mi strappa un sorriso isterico. (Molto ottimista). Perché non voglio abituarmi ad aprire gli occhi cinque minuti prima che la sveglia suoni. Non voglio avere tutto il tempo di prepararmi la colazione, perché vorrei tornare a lamentarmi dello schifo di caffè della macchinetta. (Molto ottimista). Non voglio che la colazione e il pranzo e la cena mi vengano preparati da qualcuno, perché voglio tornare a lamentarmi che nessuno lo faccia.
Scusate lo sfogo. Vi leggo un’altra e-mail. È arrivata ieri.
24-03-2010 11:12
Gentil Dottor,
Siamo interessati al suo curriculum. Le lascio il mio numero (3 …), così che possa chiamarmi per fissare un colloquio conoscitivo.
Cordiali saluti e a presto.
Dovevo chiamare io. (Molto ottimista). Così ho chiamato. E stamattina, pur sapendo dove sarei dovuto andare, sono stato assalito di nuovo dalla medesima sensazione di smarrimento. Credo che la mia mente non possa farne a meno ormai. Suono della sveglia: smarrimento. È un riflesso condizionato. Sveglia (stimolo). Cercare lavoro (risposta). Smarrimento (riflesso). Sono il cane di Pavlov.
Mi sono alzato dal letto e ho acceso il PC per leggere se (per una pura congiuntura astrale) qualcuno ha trovato interessante il mio … (Molto ottimista).
Qualche lettore nella mia stessa condizione esistenziale potrebbe pensare che non dovrei lamentarmi tanto, visto che almeno qualcuno risponde ai miei annunci. A questi lettori potrei obiettare che innanzi tutto non mi lamento affatto. E che in secondo luogo anche se dovessi farlo, ognuno si lamenta pensando alla propria condizione esistenziale e non a quella altrui.
Comunque ho fatto il colloquio ed è andato male. Molto ottimista, mi sono detto. Poi ho ripreso a sbavare.
Antonello De Luca
* Le e-mail presenti nel testo sono state realmente inoltrate. L’autore ha deciso di non riscriverle per paura di non essere in grado di restituire la spontaneità di chi le ha inviate.
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Dall’altra parte, di chi un lavoro ce l’ha, spesso c’è un incubo speculare: quello di svegliarsi la mattina e cercare di sforzarsi per alzarsi, perchè inizia una giornata senza umanità, in cui si lavora come una macchina o come uno schiavo. Per molti c’è l’incubo del lavoro come costrizione, sfruttamento, umiliazione. Per molti c’è la paura di sentirsi per sempre uno strumento nelle mani di altri, o anche la paura di perdere il posto di lavoro, che per quanto fa schifo permette di sopravvivere.
Tutto questo dovrebbe farci riflettere sul senso del lavoro, che non può essere vissuto come un incubo o un’umiliazione, sia quando uno lo cerca sia quando ce l’ha.
Una eloquente e quanto mai originale sottolineatura della giovane cultura sistemata a bordo campo in attesa di fiduciose e speranzose chiamate. Complimenti!
l importante e che il lavoro ci sia
Io il lavoro ce l’ho, sono una di quelle persone ormai fortunate! Lotto non per mantenere il posto, visto che sono un’insegnante della primaria in ruolo, ma per dare qualità al mio operato in un momento in cui l’attacco alla scuola pubblica è ormai pesante ed evidente per chi vorrebbe innalzare la cultura per combattere l’ignoranza dilagante che renderà, AIUTO, le generazioni future facilmente manipolabili e controllabili. Quindi condivido pienamente la tua fatica e il senso di falso ottimismo che ci imponiamo per poter SORRIDERE ALLA VITA! Una mia ex alunna mi ha detto: Anto mi piacerebbe tanto diventare insegnante… (silenzio)…non sapevo cosa risponderle… chissà se fra 5 anni esisterà una scuola pubblica (ho pensato)… quindi ho detto IN BOCCA AL LUPO!
a TE RIPETO LO STESSO
IN BOCCA AL LUPO
ALL’ITALIA RIBADISCO
IN BOCCA AL LUPO!
Esilarante!
Ho trovato pezzi sparsi della mia esistenza nelle tue parole…ma io sono anche donna e mamma…per cui il quadro, meravigliosamente ottimistico, peggiora di gran lunga!
Dopo la laurea faville!
Subito un contratto (a progetto ovvio!) presso una P.A…. e collaborazioni con l’Università!
Poi la gravidanza, inaspettata!
Dunque il buio lavorativo!
Certo la gioia di essere mamma, il bimbo che cresceva, etc.etc.etc….
ma cavolo: non voglio cambiare pannolini a vita!
Mi sono rimessa in carreggiata…come? un master!
MOOOOOOOOLTO OTTIMISTA!
E poi? non posso mica rimanere a casa dopo un master!?
Allora una specializzazione!
UTOPIE!!!
Sono volontaria presso una Azienda di tipo Sanitario da 2 anni…non ho mai visto un centesimo!
Ma mi dicono di non mollare…perchè prima o poi, se trovo il politico giusto (o vado a letto con il medico giusto) qualcosa per me “esce”!
Peccato che io sia ottimista…e non voglia soccombere a questi compromessi!
Quindi aspetto…
L’occasione…
O l’Isola che non c’è!