Lo sbarco: la Nave dei Diritti da Barcellona a Genova
Una nave tra Barcellona e l’Italia contro le derive culturali, politiche, sociali: è la nave dello Sbarco, un movimento cittadino italiano, nato in Spagna, che intende unire Barcellona all’Italia per denunciare le derive della politica.
Centocinquant’anni fa un migliaio di giovani italiani guidati da Giuseppe Garibaldi salparono da Genova, per dare vita, sul campo, all’unificazione italiana.
Il 25 giugno prossimo, 1.000 Italiani insieme ad altri cittadini europei s’imbarcheranno a Barcellona con destinazione Genova, per festeggiare in modo originale quest’anniversario, ribadire l’importanza della Costituzione e la sua origine, laica e pluralistica, e denunciare le derive dell’inquietante politica attuale.
I diritti, che parevano fino a ieri acquisiti, sono oggi infatti messi severamente in pericolo da rigurgiti di razzismo e da ignoranza, come proclama il manifesto del movimento battezzato Lo Sbarco: “assistiamo seriamente preoccupati a ciò che avviene in Italia, soprattutto sul piano culturale, umano, relazionale.”
Lo Sbarco riunisce tutti coloro che vogliono “urlare” forte il loro sdegno nei confronti di una politica che pare mettere al primo posto “i risultati” e le leggi dell’economia, trattando le persone come cifre e privandole della loro dignità di esseri umani. In un contesto avvelenato, anche da un uso strumentale dei mezzi di comunicazione, primo tra tutti la TV:
“Il razzismo cresce, così come l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario. I meriti e i talenti delle persone, soprattutto dei giovani, non sono valorizzati. Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi…” spiegano gli organizzatori dello Sbarco.
Adesioni, firme, testimonianze e informazioni sulla partecipazione all’iniziativa sono raccolti sul blog (www.losbarco.org). La Nave dei Diritti ha già raccolto 1.500 adesioni: dallo scrittore Erri de Luca (“sto con la nave che vuole riportare l’Italia a se stessa”, ha scritto in un messaggio) ai premi Nobel Josè Saramago (“non tanto tempo fa l’Italia è stata un esempio per l’Europa con Garibaldi, con Verdi. Com’è che è caduta da queste altezze?”) a Dario Fo (“potrebbe essere la nave dei pazzi, gente che viene dal mare e porta un apporto alla propria terra”). Da Beppe Grillo a Roberto Vecchioni al jazzista Paolo Fresu. Diverse associazioni antirazziste e movimenti si sono uniti al coro, tra questi, i No-Tav, Rete scuole e molti altri.
Un ponte sul Mediterraneo.
L’azione – aperta a tutti – è nata da un gruppo di italiani e italiane che vivono a Barcellona, tra questi un maestro della scuola elementare italiana di Barcellona, Andrea De Lotto, milanese e residente nella capitale catalana da 2 anni:
“siamo stufi di leggere di leggi razziste e decreti d’espulsione. Siamo stanchi di sentire di campi rom bruciati, aggressioni, ronde, leggi ad personam. Ci vergogniamo a leggere sui media stranieri di essere governati da un partito xenofobo – scrivono così – come la Lega”, spiega Andrea.
Con la traversata del Mediterraneo, in una nave che parte da Tangeri, passa per Barcellona e approda, infine, a Genova, Lo Sbarco vorrebbe idealmente unire le due rive del Mare Nostrum e creare un ponte immaginario attraverso il quale risvegliare le coscienze su situazioni che, se esistono in Italia in modo tanto evidente, potrebbero dilagare a macchia d’olio, come, ad esempio, avvenne per il fascismo: un’invenzione made in Italy, esportata in Europa con le conseguenze che tutti ben conoscono.
Lo Sbarco intende, anche, ricordare gli uomini, le donne e i bambini “dei barconi”: i clandestini che prendono il largo in zattere improvvisate per fuggire da situazioni di estrema miseria e di morte e che in questo disperato tentativo perdono la vita o sono abbandonati alla deriva.
I Diritti
La chiamata alla mobilitazione ha preso corpo attraverso la rete e, oltre agli spagnoli, sta coinvolgendo residenti italiani – e non solo – in tutta Europa. Gruppi “Lo Sbarco” sono sorti, in uno slancio spontaneo, a Bruxelles, il primo, e poi a Parigi, Atene, Madrid … e in Italia, a Genova, Milano, Torino, Roma, Sardegna, Sicilia.
A Genova, in particolare, un comitato di accoglienza – nato attorno a Haidi Giuliani e Don Gallo – sta preparando un’importante manifestazione che si terrà in concomitanza con Lo Sbarco: domenica 27 (l’arrivo della nave è previsto per sabato 26 in serata) in alcune piazze della città, grazie all’appoggio del Comune, si terranno dibattiti sui diritti.
Le “piazze tematiche”, sparpagliate nel centro città, si animeranno dalle 10,30 alle 17. Ogni piazza (diritto alla cura dell’ambiente e al futuro, diritto al sapere e alla bellezza, diritto al lavoro e alla stabilità, diritto alla differenza, diritto alla pace) vedrà la presenza di gruppi associazioni, comitati impegnati su questi fronti che daranno vita a mostre, giochi, dibattiti, musica…
Già a Barcellona, nei mesi precedenti l’imbarco dei “mille”, è prevista, tra l’altro, la partecipazione ad alcune tavole rotonde, assieme alle associazioni locali, allo scopo di dibattere sulle problematiche comuni, quali, ad esempio, il diritto a un lavoro, a una casa a un’istruzione pubblica di qualità. Anche sulla nave, il lungo viaggio (18 ore di navigazione) sarà l’occasione per la discussione, il dibattito e l’aggregazione festosa.
Uno slancio creativo e artistico, infine, accompagna sin dall’inizio la realizzazione di quest’impresa. Per auto-finanziarsi – ma anche per dare voce ai numerosi artisti, attori, musicisti che appoggiano l’iniziativa, qui a Barcellona – nei mesi di preparazione e divulgazione, Lo Sbarco ha organizzato (e continuerà a farlo anche sulla nave) feste, incontri gastronomici ed eventi culturali (cinema, musica, teatro), alcuni di produzione propria e completamente su base volontaria, sia da parte degli artisti che degli organizzatori.
La cultura, infatti, riveste un ruolo importante nella “costruzione” de Lo Sbarco. In un recente intervento a Barcellona, lo scrittore italiano Antonio Tabucchi spiegava come “in Italia, oggi, la parola intellettuale è un’offesa”. Nel manifesto si legge: “(Lo Sbarco) ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato.”
Per il movimento si tratta “ … prima di tutto capire meglio, confrontarci, quindi provare a reagire. Siamo convinti che ci siano migliaia di esperienze di resistenza, di salvaguardia del territorio, di difesa dei diritti, della salute, di servizi pubblici di qualità. E che vadano sostenute.”
Lo Sbarco non è un partito, è un movimento e non riceve alcuna sovvenzione.
INIZIATA ONLINE LA VENDITA DEI BIGLIETTI PER LA NAVE.
Per ulteriori informazioni:
www.losbarco.org
contatto@losbarco.org
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Il libro che racconta l’avventura de “Lo Sbarco” è oggi finalmente realtà. Informazioni su cosa contiene e su come averlo, su http://www.losbarco.eu/