Precipitati nel mondo dello Spinoffe. La seconda puntata del nostro Bestiario della Conoscenza.

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Spinoffe: Potrebbe capitarti di udire, nelle nostre terre, questa parola e confonderla con il termine spin-off. Fai quindi molta attenzione.

Se sei negli Stati Uniti d’America (o comunque in un contesto internazionale), si sta parlando di un’impresa  nata dall’esperienza universitaria o dei centri di ricerca, cioè da un gruppo di persone che compiendo studi innovativi in campi che il mercato non ha ancora esplorato, sceglie di trasferirne gli esiti all’esterno del mondo della ricerca pubblica. Hai presente Google?


Bello! Mi ricordo quella sera con Larry e Sergey, al pub della Stanford University. Era il 1995. Voglio provarci anche io…

No, tu no.

E perché no?

Perché no!

La dinamica virtuosa del trasferimento degli esiti della ricerca pubblica al sistema produttivo si basa su tre presupposti, più o meno scontati nella maggior parte dei paesi industrializzati.

Ma non in tutti…


Primo: il sistema imprenditoriale.

In molti paesi è diffusa la curiosa convinzione che il successo di un’impresa si basi sull’innovazione e la qualità dei prodotti piuttosto che sul lesinare due soldi a un operaio. Le competenze di un ricercatore sono quindi un fattore riconosciuto di valore sul mercato. Larry e Sergey hanno avuto brillanti prospettive imprenditoriali uscendo dall’università: le aziende si litigano i ricercatori con le idee migliori, almeno fino a quando questi non decidono di fondarne una.

E tu?


Secondo: il sistema bancario.

In molti paesi le banche hanno dei bizzarri impiegati, esperti nel valutare i progetti innovativi come quello di Larry e Sergey, e capire se vale la pena rischiare puntando su quell’investimento. Rischiare…

[Rischiare = "osare, avere ardire, correr rischio, mettersi a pericolo", intraducibile nel lessico bancario italiano. NdR].

Hai mai provato a chiedere al tuo direttore di banca un prestito di centomila euro spiegando che non hai nessuna garanzia ma chiedendo che ascoltasse la tua idea geniale?


Terzo: la ricerca e il mercato.

In molti paesi esiste una demarcazione netta fra attività privata e pubblica. La ricerca (soprattutto se pubblica) esplora ambiti vergini dei processi produttivi, spingendosi ai primi passi dell’ingresso di tali innovazioni nel percorso industriale, per poi esaurire il proprio compito una volta che essi sono patrimonio del mercato.

In Italia accade invece che università ed enti pubblici competano spesso nel mercato, anche perché costretti dai quattro soldi del finanziamento pubblico, peraltro in calo costante e imprevedibile (circa lo 0.6% del PIL). Lo svolgere attività di servizio analoghe a quelle di imprese private genera evidenti risvolti di concorrenza  squilibrata: una realtà pubblica può eseguire lavori per conto di terzi con personale stipendiato a monte dallo Stato e utilizzando  attrezzature di patrimonio pubblico. Non c’è alcun ritorno in termini di produzione di conoscenza o del suo trasferimento, ma si eseguono operazioni di routine con l’unico scopo di portare avanti la baracca. Che poi una parte del ricavato possa prendere vie diverse da quelle delle casse dell’ente è un dettaglio moralistico di cui non ci vogliamo far carico.

Questa giungla ambigua è l’habitat in cui nasce e cresce lo spinoffe, un essere di forma indefinita, un’impresa dalla lunga adolescenza che trascorre un numero di anni variabile come entità che agisce sul mercato con strumenti e risorse pubbliche. Se ne parli con un giudice, potrebbe utilizzare termini diversi, quali peculato (Peculato = “appropriazione di beni pubblici, da parte di chi è incaricato della loro gestione”).  I giudici hanno poca familiarità con il mondo della ricerca.

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Il Collettivo Bestiario e’ formato da:

Massimo Miozzi è ricercatore all’INSEAN (soppresso) ‘transumante’ al CNR.

Augusto Palombini è archeologo al CNR – ITABC.

Donatella Poliandri è ricercatrice all’INVALSI.


Commenti: (4)

 

  1. Massimo scrive:

    abbiamo questa situazione locale.
    abbiamo, che ci piaccia o no, la globalizzazione.

    cerchiamo di trarne vantaggio.
    chiediamo supporto a chi è disposto a rischiare.

    esempio di cosa si puo’ fare ora per finanziare propri progetti, grandi o piccoli :
    http://www.indiegogo.com/
    http://www.kickstarter.com/

    si puo’ sempre cercare di cambiare il sistema… ma penso vada a lungo termine…

  2. [...] questo articolo online fotografa la situazione italica attuale riguardo la nostra ignoranza e inadeguatezza su spinoff, innovazione, finanziamenti : http://www.molecoleonline.it/2010/12/06/precipitati-nel-mondo-dello-spinoffe-la-seconda-puntata-del-... [...]

  3. Paolo de Zorzi scrive:

    Una verità e come avrebbe detto Al Gore “una scomoda verità”. Spinoffe detto anche spin-off all’amatriciana. Bravi, cosa riserva la prossima puntata ?

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