La politica (e la pubblicita’) della paura (pensionistica)
Giuditta Marvelli su CorrierEconomia descrive il non roseo futuro dei neoassicurati che andranno in pensione, e con una metafora anche carina.
Quanti giorni dell’attuale guadagno, ogni mese, saranno garantiti dalle future pensioni?
Allora veniamo a sapere che Mario, 30 anni, collaboratore a progetto che ha iniziato a lavorare a 22 anni e guadagna oggi 1.250 euro lordi al mese, nel 2043, ormai in pensione, potrà vivere solo fino al 14 del mese con la sua pensione pubblica, come l’autonomo Francesco e come Adriana, che ha una partita IVA. Rosa invece, lavoratrice dipendente, avrà una copertura fino al 18 del mese.
Tutte situazioni decisamente poco incoraggianti, per cui un grido arriva dall’articolo: “Bisogna correre ai ripari!”, e prima possibile.
E come ci consiglia, la nostra, di correre ai ripari?
“Bisognerebbe cominciare subito ad accantonare i soldi nella previdenza integrativa.” Subito, “perchè il ritardo costa.”
In realtà ci sono diversi modi per correre ai ripari.
C’è, sì, la previdenza integrativa, ma c’è anche la possibilità di riscattare la laurea, o i periodi di collaborazione antecedenti il 96 presso l’Inps, tanto vituperato ma ancora quasi inarrivabile per coperture e rendimenti rispetto agli altri fondi. Oppure c’è la previdenza complementare (cosa diversa dall’integrativa), con la possibilità di scelta tra i fondi negoziali ed i fondi privati, cosiddetti “aperti”, o i PIP, piani individuali di previdenza, più aperti al mercato.
L’articolo continua, descrivendo la necessità e l’urgenza. “Rinviare di due o tre anni il versamento in un fondo pensione aperto può costare da 12 ad oltre 230 euro in più al mese”
Certo, in un fondo aperto. Non si trova, nell’articolo, altra possibilità contemplata per assicurarsi una vecchiaia serena. Sempre e solo fondi aperti.
L’ultima relazione COVIP (l’Authority dei fondi pensione) ci indica che i fondi aperti sono più costosi(pag 29 della relazione), e che soffrono maggiormente le fluttuazioni del mercato, rispetto a quelli negoziali (pag 190 della relazione).
Probabilmente l’articolo trae base da una relazione di Progetica[1], che, immaginiamo, per propria legittima scelta, si occupa solo di fondi complementari aperti.
Certo, da una giornalista che pratica da più di 15 anni, e da un giornale che ha l’onore e la responsabilità di essere letto da milioni di persone ogni lunedì magari sarebbe auspicabile attendersi quantomeno la citazione di tutte le possibilità a disposizione per costruire il proprio futuro previdenziale da affiancare alla previdenza pubblica.
Rispettoso della storia del Quotidiano scorgo la pagina accanto. Pare di capire da titoli ed occhielli che l’Inps stia alla canna del gas (e a chi verrebbe in mente di riscattare la laurea presso un ente alla canna del gas?). Torno sull’articolo, e solo allora mi accorgo che un quarto pieno di pagina è occupato dalla pubblicità di Dexia Crediop, le cui obbligazioni sono “L’investimento semplice e sicuro per ogni esigenza da chi finanzia, da sempre, la crescita del paese.
Continuo a credere più al caso che ai complotti o alla malafede. Davvero.
E ci credo, leggendo la prima intervista che trovo scrivendo il nome dell’autrice su Google che “…tutte le scelte pubblicitarie finora sono state fatte mettendo però davanti a tutto la qualità del contenuto.
Questo non toglie che ogni tanto ci sia qualche lettore che ci scrive che noi ci inchiniamo davanti alle banche, però in coscienza mi sento di dire che questo non è vero. “
[1] Dal sito www.progetica.it “Società indipendente di consulenza, specializzata nell’educazione e nella pianificazione finanziaria personale, che progetta e realizza sistemi integrati di cultura e strumenti quantitativi per Istituzioni ed Operatori dei mercati finanziari ed assicurativi.”
Commenti: (2)


scusate la domanda banale e l’ignoranza in materia, ma da co.co.pro mi chiedo: a che servono i fondi aperti o chiusi, la previdenza complementare o integrativa? Perché quel fortunello del mi babbo ha avuto come unico intermediario l’INPS e io invece devo scegliere tra cose che non conosco e di cui non controllo?
Perchè il tuo babbo prenderà o sta prendendo una pensione che gli permetterà di vivere decentemente.
I debiti accumulati (anzi meglio, la previsione di debiti futuri) ha reso necessari nei primi anni novanta -ti giuro io avevo 14 anni e non è colpa mia- dei tagli al rendimento dei soldi che versiamo all’Inps.
Se tu volessi potresti anche rapportarti solo all’Inps, ma molto probabilmente questo non ti assicurerà quanto assicurerà al tuo babbo, a parità di soldi versati.
Se volessimo vedere il bicchiere mezzo pieno, potremmo notare che almeno, questa cosa, l’hai saputa per tempo, e puoi metterti al riparo.
Appunto coi fondi aperti o chiusi, la previdenza complementare o integrativa.