Operation Übernahme:giovani metaller all’attacco. Dalla Germania buone pratiche di organizing e di contrattazione.
Si chiama Operation Übernahme (operazione assunzione) ed è la campagna lanciata nel gennaio 2009 dai giovani metalmeccanici tedeschi per favorire l’assunzione a tempo indeterminato dell’equivalente tedesco dei nostri apprendisti (i cosiddetti Auszubildende o Azubis). E questa campagna è riuscita ad ottenere la scorsa settimana un primo importante risultato: il rinnovo del contratto collettivo dei lavoratori della siderurgia del Land Nordrhein-Westfahlen (la zona della Ruhr, dove hanno sede le più importanti aziende siderurgiche tedesche, fra le quali la tristemente nota Tyssen-Krupp), stabilisce infatti il principio secondo cui gli apprendisti che vengono formati all’interno delle imprese siderurgiche devono essere assunti con un contratto a tempo indeterminato alla fine del percorso di apprendistato. Possibilità di derogare a questo principio generale esistono per le aziende che formano apprendisti in misura maggiore rispetto alle loro necessità produttive e che si trovino in condizione di un’oggettiva impossibilità economica ad assumere. Anche in questo caso, comunque, resta all’apprendista il diritto di essere assunto presso quell’azienda per un periodo di anno. Le deroghe devono essere in ogni caso concordate con il consiglio d’azienda, i cui poteri in termini di co-determinazione delle politiche del personale vengono quindi ulteriormente rafforzati.
I risultati, frutto di una campagna Al di là dei risultati concreti, che, seppur molto significativi si applicano a un settore che impiega ormai poco più di 70.000 addetti, l’elemento più significativo di questa vittoria sta nella relazione fra campagna e azione sindacale.
Da un lato sta, infatti, la capacità dell’organizzazione giovanile dell’IG Metall di dare luogo a un processo di organizzazione degli apprendisti, sia in termini di iscrizione al sindacato, sia di costruzione di spazi in cui essi potessero esprimere le proprie istanze attraverso modalità a loro consone (blitz, azioni dirette, sit-in), molto scenografiche e dal grande impatto mediatico.
Dall’altro, va, però sottolineata la volontà dell’intera organizzazione di prendere queste richieste sul serio e di inserirle a pieno titolo nelle piattaforme contrattuali come elemento prioritario nelle trattative. Le iniziative costruite nel quadro della campagna (ormai più di 300 su tutto il territorio federale) e la costante presenza alle iniziative sindacali e ai cortei (il blocco nero-giallo degli Azubis, gli apprendisti, è uno dei più attivi e divertenti) hanno infatti favorito la sensibilizzazione dell’organizzazione sui temi relativi alla condizione dei nuovi ingressi nel mercato del lavoro del settore metalmeccanico.
Il caso dei siderurgici non è, quindi, destinato a restare un unicum: in primavera si aprirà infatti la fase di rinnovo del contratto dei metalmeccanici e il congresso dell’organizzazione, tenutosi in ottobre a Karlsruhe, ha sancito che la richiesta di automatismi nell’assunzione degli apprendisti sarà inserita nella piattaforma.
La precarietà è arrivata addirittura fra i metaller La campagna per l’assunzione degli apprendisti si inserisce in un quadro più generale di intervento dell’IG Metall nei processi di scomposizione che il settore sta attraversando. Nonostante, infatti, la Germania sia assunta spesso come un esempio di buona occupazione e della capacità di conciliare in maniera efficace interessi delle imprese e tutela dei lavoratori, i Metaller tedeschi contano una fortissima percentuale di rapporti di lavoro precari. Nemmeno l’apprendistato – da sempre una degli elementi chiave su cui si fonda la forza competitiva del sistema produttivo tedesco ossia la presenza di una forza lavoro altamente specializzata formata, appunto, direttamente all’intero delle imprese – riesce più a garantire un’occupazione stabile. Gli apprendisti vengono infatti assorbiti solo per il 50%, il resto va a ingrossare le fila dei lavoratori interinali, che ormai sono più di 200.000 su un totale di 3,4 milioni di occupati.
Una campagna da cui apprendere Già dal 2008 l’IG Metall ha dato il via a una campagna di organizzazione del settore, la cosiddetta Leiharbeitskampagne (campagna sugli interinali), con un triplice obiettivo: organizzare i lavoratori interinali e farli iscrivere all’IG Metall; sensibilizzare l’organizzazione e i consigli d’azienda sul tema e fare in modo che la questione degli interinali venisse contrattata a livello aziendale attraverso accordi che sancissero il principio di eguale trattamento (in Germania stabilito per legge, ma derogabile attraverso contrattazione collettiva); e costruire una campagna pubblica di pressione per fare in modo di arrivare a una modifica del quadro normativo. Nell’ultimo anno si è inoltre discusso di allargare questo tipo di approccio anche ai processi di outsourcing, inserendo nelle piattaforme contrattuali aziendali meccanismi di controllo della filiera.
I giovani Metaller sono insomma riusciti ad attivarsi, organizzarsi e vincere. E questo è stato possibile anche perché alle loro spalle sta il peso di un’organizzazione di 2,5 milioni di iscritti pronta a battagliare sulle loro parole d’ordine.
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