Forse nessuno di noi ha bisogno di sentirsi raccontare ulteriori motivi validi per cui l’amministrazione cittadina deve occuparsi con regolarità e attenzione della disinfestazione piccioni; soprattutto nei grandi centri, spesso una passeggiata anche breve è ben più che sufficiente a rilevare a quale livello di degrado e di danni estetici possano portare gli accumuli delle deiezioni acide di questi animali, che consumano facciate, statue, e strutture.

Ma esistono ragioni meno visibili e ben più gravi, che è bene sapere: fra queste, il fatto significativo che i piccioni sono portatori di parassiti e organismi patogeni, pericolosi anche per gli esseri umani, e che quindi la loro stessa presenza può essere una causa diretta di epidemie o di sotto-infestazioni da parassiti. Fra questi, spicca per rilevanza sotto il profilo sanitario della cittadinanza la cosiddetta Zecca del piccione, un Acaro della Argasidae. Questo insetto si nasconde durante il giorno, e si attacca al suo ospite durante la notte, nutrendosi del suo sangue, con pasti brevi nel caso degli adulti, ma lunghi fino ad una decina di giorni per le larve.

Si tratta peraltro di acari particolarmente prolifici, in quanto la femmina dopo avere deposto le uova non muore, ma anzi cerca subito di nutrirsi di nuovo. Quando i numeri di queste zecche sono molto elevati, i piccioni non sono più una fonte di sostentamento sufficiente e i parassiti passano ad attaccare l’uomo. Poiché sono portatrici di agenti patogeni, e dato che la loro puntura può causare conseguenze pericolose, dalle lesioni cutanee a manifestazioni gastrointestinali fino allo shock anafilattico, queste creature sono da evitare accuratamente e debellare.

Tale risultato è ottenibile solamente con la riduzione controllata della quantità di piccioni in circolazione nelle aree urbane. Poiché la legge ne vieta l’eliminazione fisica, questa riduzione deve necessariamente passare dall’eliminazione dei siti ideali per la nidificazione e l riposo di questi volatili, e dalla cessazione di ogni attività di nutrimento nei loro confronti da parte dei cittadini; in parallelo con l’impiego di dissuasori a filo e a spillo, e a reti apposite, quindi, riveste grande importanza l’educazione degli abitanti su tale problema.