Francesco Pinna è morto.
In Italia si lavora dove, come e quando capita. Così, per una paga da miseria si rischia di morire.
Francesco Pinna, un ragazzo di vent’anni, è morto mentre montava un palco per il concerto di Jovanotti. Questa morte è emblematica di un mondo del la
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Nel dibattito comune così come in quello scientifico la precarietà esprime una varietà di significati da cui derivano differenti strategie di intervento. I vari discorsi sulla precarietà racchiudono l’indicazione di chi è l’individuo che la subisce così come le cause di questa condizio
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Lavoratori della conoscenza: se le condizioni oggettive dello sfruttamento non fanno una coscienza (di classe)
Dov’è il general intellect, il lavoratore della conoscenza, quando si tratta di generare il conflitto che dovrebbe fornire la benzina alla trasformazione del nostro paese?
Prov
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Società della conoscenza tra comando e libertà
Chi ha tradito la società della conoscenza? Questo è il leit motiv che percorre buona parte dei materiali raccolti dal quarto numero di Molecole. Meglio ancora, chi ha tradito Delors?, e chi la strategia di Lisbona? Come dire, tutto sembrava
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Il dibattito seguito alle vicende di Pomigliano e il (frequentemente) mancato recepimento della sua rilevanza possono ispirare alcune riflessioni che vanno assai oltre la situazione specifica, in particolare a proposito degli atteggiamenti delle diverse realtà sindacali di fronte allo spettro della
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Il “pensiero unico” sulle relazioni sindacali osservato da una FIOM territoriale.
Tutto è cominciato a Pomigliano, è vero. Ma la FIAT non si è fermata e così ci sono stati i licenziamenti per rappresaglia a Melfi e a Torino. Oggi la Federmeccanica, prima con il “recesso” dal Con
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Perché un collaboratore a progetto dovrebbe manifestare con un operaio di Pomigliano?
Questa è una domanda importante, una di quelle che dovrebbe animare il dibattito di ogni assemblea sindacale.
L'operaio di Pomigliano è stato privato di alcuni diritti fondamentali normati nel contratto na
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Una conversazione con Mario Di Costanzo (rappresentante RSU alla FIAT di Pomigliano)
di Claudia Pratelli
Portaci a Pomigliano. Cosa succedeva prima dell'Aprile 2010 nella fabbrica?
Per capire Pomigliano parto da me: ho 35 anni, da 10 lavoro in questa fabbrica e mi ritengo uno degli anziani
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Le vicende che in questi mesi hanno interessato la Fiat giungono al culmine di una stagione segnata dal moltiplicarsi dei segnali di rottura nel nostro sistema delle relazioni industriali. Ciò che a lungo era sembrato connotarlo positivamente, larga autonomia delle parti sociali rispetto all’inte
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La meridionalizzazione della FIAT inizia a fine anni 70, quando molte grandi imprese manifatturiere del “Triangolo industriale” seguono una strategia di delocalizzare verso regioni con più bassi tassi di industrializzazione. Si tratta di una strategia che mette in discussione l’idea fordista
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Intervista a Enrico Pugliese*
di Claudia Pratelli
La disoccupazione, lo testimoniano, tra gli altri, le ultime rilevazioni Istat, è in crescita soprattutto tra i giovani. Contemporaneamente esplode il fenomeno dei cosiddetti Neet (giovani che non studiano, non lavorano, non si formano).
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Ho trentacinque anni. E ciò che più mi lascia disorientato, mentre vedo scivolare inesorabilmente sempre più in basso le sorti della mia generazione, è il fatto che tutto intorno a me prosperi una retorica sulla società della conoscenza come pozzo di opportunità per le giovani generazioni. “
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Da tempo ormai si parla dei problemi dei precari, della difficoltà a rendersi indipendenti dalle famiglie di origine, ad ottenere un mutuo in banca o più semplicemente ad arrivare a fine mese con lo stipendio che si percepisce.
E quando si pensa ai lavoratori precari di solito si immaginano gio
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Lavoro - cento anni fa come adesso, è questo il motivo per cui si espatria. Perché, come si raccontano nel classico siparietto della prima ora di conversazione gli italiani che si ritrovano all’estero (o almeno, quelli nel Regno Unito), come facciamo mai a sopravvivere senza mozzarelle e pomodor
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Da molto tempo ormai il rapporto tra genere e lavoro è sotto osservazione. Le dinamiche demografiche, la necessità di ottimizzare e capitalizzare saperi e competenze, le caratteristiche di genere sulla capacità organizzativa e risoluzione dei conflitti, hanno portato economisti, organizzazioni da
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I dati ISTAT sull'occupazione nel primo trimestre 2010 parlano chiaro: 208.000 posti di lavoro in meno in un anno, di cui 138.000 posti persi da uomini e 70.000 da donne. E' evidente che il prezzo più alto in questa crisi lo stiano pagando ancora una volta i lavoratori, soprattutto le generazio
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Nel parlare dei cambiamenti in atto nel fenomeno lavoro va fatta una premessa: all’origine ci sono le trasformazioni delle strutture e del funzionamento delle imprese (certamente agevolate da altre innovazioni, come l’affermarsi di tecnologie potentissime, in particolare per l’informazione e l
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La nostra idea è semplice: quando il lavoro manca o è intermittente, quando il reddito è insufficiente o addirittura assente, si è cittadini a metà. E questo, in una società che si vuole democratica, non è tollerabile. E più guardiamo ai numeri, a quei numeri dolorosi della crisi più volte
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Per svelare l’inganno della retorica dei bamboccioni, non si puo' non parlare di lavoro. E se il lavoro ha rappresentato da sempre il primo veicolo di autonomia personale, attraverso la certezza della fonte di reddito e l’acquisizione di un’identità sociale, per l’ultima generazione di lavo
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Sui media americani ed europei sta prendendo piede un dibattito sulla cosiddetta generazione boomerang. La generazione boomerang è formata dagli attuali 25-35enni che dopo alcuni anni di vita autonoma lontana dai genitori, per effetto della crisi, si trovano a dover tornare a casa da mamma e pap
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