Immaginare una vita senza caffè è davvero un po’ difficile. Ci accompagna durante la giornata ed è una buona scusa per ritrovarsi insieme ad amici e parenti. Un chicco è ricco di magnesio, potassio e vitamine B2 e B5.

Oltre ad essere la bevanda più consumata al mondo, dopo l’acqua, ha anche numerosi benefici. Secondo alcuni studi, un uso corretto aiuta a prevenire l’Alzheimer e altre patologie come il Parkinson. Insomma non si può proprio fare a meno del caffè.

Aroma e sapore

La fragranza del caffè viene usata anche per insaporire i cibi. In commercio ne esistono di diversi tipi ai quali sono stati aggiunti delle essenze che completano la bevanda e che accentuano il suo sapore. A questo proposito, il sito www.oggicaffe.com è ben fornito di cialde, caffè macinato o in grani e ha diverse macchine per il caffè.

Un suggerimento che può aiutare nella scelta. Ogni palato ha il suo gusto e quindi si può optare per sapori più intensi e decisi o miscele con caratteristiche dolci e aromatiche. L’aroma e il sapore inconfondibili del caffè fanno parte del suo DNA. Tutto questo è merito dei suoi componenti racchiusi nei chicchi i quali sono i principali responsabili della qualità del caffè. I grani verdi in realtà non hanno aroma e molto dipende dalle loro peculiarità e dal grado di maturazione.

Il vero segreto che rende piacevole il gusto del caffè è la tostatura. I grani vengono torrefatti a 200, 250 gradi centigradi e durante questo processo diventano sempre più scuri e acquistano sapore e fragranza. La diversità degli aromi dipende dai composti chimici che sono presenti nei baccelli verdi. Queste sostanze volatili hanno una concentrazione che varia a seconda delle condizioni climatiche e della provenienza.

Le diverse fasi della tostatura

La parte iniziale si chiama torrefazione leggera. In questo processo si ha la scomposizione degli zuccheri in altre sostanze acidule. Questa fase alimenta il grado di acidità e gli aromi enzimatici. Gli acidi e i composti astringenti vengono distrutti quando si aumentano i gradi della temperatura. La seconda parte viene detta tostatura media ed è un processo equilibrato e succoso.

Già intorno ai 170 gradi centigradi la tonalità del chicco diventa color cannella. Continuando ad abbrustolire i chicchi, si arriva alla tostatura scura che è il momento in cui si esaltano l’amaro e il sapore di gomma, fumo e cenere. Questi procedimenti sono le parti più importanti per sviluppare anche altre fragranze.

Le note del caffè

Durante il processo di torrefazione alcune proprietà vengono esaltate di più rispetto ad altre. Nelle indicazioni sui pacchetti, di solito, c’è scritto che il caffè ha note di vaniglia, frutti rossi o cioccolato ad esempio. Questi aromi non sono artificiali ma sono una dote innata dei chicchi e vengono esaltati al momento della tostatura. Per dirla in breve le note sono dei riferimenti che servono all’olfatto e al palato per richiamare alla memoria questi aromi.

Le note definiscono il profilo della bevanda ma non sovrastano il suo aroma. Bisogna comunque distinguere tra note aromatiche e il suo sapore. Il gusto è la sensazione generale della qualità del caffè che va dall’aroma al palato e cambia da una persona all’altra.

L’intensità del caffè

Una buona tazza di caffè nero e intenso dipende da diversi fattori. Non esiste una scala standard per determinare l’intensità di questa bevanda ma sicuramente è influenzata dal tipo di chicco, dalla torrefazione e dalla caffettiera. Il caffè intenso e robusto ha dei grani corposi e un sapore più amaro rispetto al chicco di caffè arabica che è profumato e aromatico.

La tostatura scura è quella che permette di avere sapori intensi rispetto a una torrefazione media che offre un caffè leggermente equilibrato, dolce ma senza note amare. La caffettiera italiana, professionale o a capsule permette di avere un caffè con un gusto deciso. Al contrario le macchine da caffè a goccia o con qualsiasi altro sistema a infusione generano una bevanda con una consistenza meno intensa.